Urtica Urens L. (Ortica maggiore)

URTICA URENS L.Nome Volgare Italiano
Ortica Maggiore

Famiglia
Urticaceae

Etimologia e Storia

Si presume che questa pianta fosse già utilizzata nella preistoria sia come nutrimento sia come pianta tessile. Ai tempi di Plinio era ritenuta un ottimo emostatico per la cura di epistassi ed emorragie uterine. Talim proprietà vasocostrittrici furono in seguito confermate da personaggi autorevoli come Geoffroy, Scopoli, Lange e Riverio.
L’azione irritante dei peli trovò applicazione nell’antica medicina per ridestare la sensibilità di quelle parti colpite da paralisi, torpori e sciatiche tramite la pratica dell’urticazione. (Celso)

Dioscoride dopo aver individuato due specie di Ortica, che distinse secondo la grandezza delle foglie, valutò anche le proprietà dei semi, consigliandoli con il miele a macero nel vino come espettorante contro la tosse; il decotto delle foglie era invece consigliato come diuretico, lassativo ed emmenagogo. Consigliava le foglie applicate come cataplasma per via esterna nelle piaghe, nelle ulcerazioni e nelle suppurazioni, mentre il succo delle stesse combatteva le emorragie nasali. Nel 1100 Santa Ildegarda consigliava i semi contro il mal di stomaco. L’abate Kneipp raccomandava di consumare molta ortica come verdura alimentare, esaltandone le virtù antianemiche e depuratrici del sangue. Dopo il XVI secolo, come è accaduto per altre piante, anche le virtù dell’ortica sono dimenticate.
Attualmente l’ortica è richiesta, in discreta quantità, per la produzione industriale della clorofilla, necessaria per la preparazione dei dentifrici, dei deodoranti e per usi alimentari e medicinali.

Varietà

Comprende circa 35 specie tra cui:

Urtica Urentissima
Urtica Membranacea Poir
Urtica Dioica
Urtica Pilulifera

Descrizione Botanica

Pianta erbacea, perenne con rizoma strisciante più o meno pubescente rivestito come tutto il resto della pianta di peli urticanti, caule eretto 50-200 cm. a forma quadrangolare. I peli, di solito trasparenti ed incolori, sono sparsi su tutta la superficie delle foglie e degli steli, hanno una forma do ampolla, fragilissima che al minimo urto si spezza, facendo sì che il contenuto velenoso penetri nella ferita. Il liquido irritante, a base di acido formico e di tossine di natura albuminoide perde le sue capacità urticanti nello spazio di circa 30 minuti, non appena la pianta appassisce dopo colta, in quanto le proteine denaturandosi perdono tale capacità. È sufficiente un decimo di milligrammo per prendere il ben noto fastidio.

Habitat

Comunissima dal mare alla sommità dei monti in tutta l’Italia continentale ed insulare. Di preferenza nei luoghi incolti, rudereti, presso stalle, margine di strade campestri, radure dei boschi, negli abitati, zone umide e fresche.

Epoca di Fioritura

Maggio – Luglio.

Parti Usate

Radici raccolte in autunno;
la pianta intera raccolta in primavera;
foglie e semi raccolti in Agosto.

Componenti Principali

Acetilcolina, istamina, acido formico e gallico, carotene, vitamina C, clorofilla, tannino, potassio, calcio, ferro, manganese, silicio, provitamina A.

Proprietà Principali

I semi sono vermifughi, purgativi ed antienuretici.
Gli estratti di Ortica Dioica sono la base di molte lozioni per capelli in quanto esplicano una marcata azione antiseborroica e leggermente revulsiva sul cuoio capelluto, limitando la formazione della forfora e la caduta del capello; si usa anche nella cura della psoriasi e della leucorrea. L’Ortica Urens esplica un’azione cardiotonica e diuretica. È un tonico astringente, vasocostrittore, emostatico, diuretico, drenante epatico, antianemico.

Indicazioni

In tutte le forme emorragiche, reumatismi gottosi, anemie, rachitismo, astenia postinfluenzale, edemi cardiaci o renali, iperazotemie.

Tossicità ed Effetti Secondari

L’ingestione di forti dosi può provocare irritazione gastrica e riduzione della diuresi.

Azione Fisiologica

Diuretica, colagoga.

Modalità d’Uso

La pianta può essere usata in infusione, estratto, tintura, sciroppo, decotto, succo fresco.
Uso esterno: le radici bollite in aceto come tonico del cuoio capelluto.
Uso interno: preparazioni ad azione antiemorragica, sia a livello emorroidario che uterino; ottimo rimedio per anemia; come depurativo l’estratto fluido è di grande utilità nella cura dei reumatismi in generale e di quelli gottosi in particolare.
Attualmente in geriatria i semi sono usati sia come tonici generali che come attivatori delle differenti funzioni organiche.