Mentha Piperita L. (Menta Inglese)

Mentha Piperita L.

Nome Volgare Italiano

Menta Piperita, Menta inglese

Famiglia

Labiatae

Etimologia e Storia

Secondo il papiro di Erbes del 1550 a.C., la menta era sacra al dio Thot (Hermes greco), ed era riservata ai sacerdoti e agli iniziati che con essa preparavano un unguento denominato Kifi, che serviva a mantenere attivo il processo vitale e quindi la longevità, contribuendo a rendere anche lucido lo stato mentale. La mitologia greco-latina, vuole che Plutone, dio degli Inferi, si innamorasse perdutamente della ninfa Minta,

figlia del dio dei Fiumi Cocito, e che la sua consorte, Proserpina (Primavera), offesa e tradita, la tramutasse in pianta permettendole di danzare per i boschi soltanto attraverso il suo inebriante profumo. È chiaro che in questo insieme di simboli potremmo veder personificato in Minta il principio vitale degli antichi Egizi, che si propaga e rigenera in diverse forme e che addirittura attrae il dio dei Defunti e che, trasformata in pianta, affonda poi le sue radici nella terra da cui trae tutta la sua energia, mentre si diffonde tutt’attorno il suo profumo che si contrappone a quello della morte. Tale pianta è stata ritenuta giustamente capace, per questi motivi, di risvegliare ardori sopiti e grandi amori, tanto che in Arabia il the di menta è una bevanda molto diffusa e apprezzata da divenire un vero e proprio culto. Per il povero funge da antisettico poiché allontana le mosche apportatrici di infezioni (in virtù del contenuto di mentolo), per il gran signore serve da messaggero d’amore e da pegno di amicizia. Le proprietà afrodisiache della mente sono state troppo decantate per poter essere messe in dubbio, le stesse infiorescenze a spighe puntute ricordano orgogliosi falli. Il significato etimologico del termine menta potrebbe essere “di gradito odore”.
Gli antichi non distinguevano le differenti specie di menta, e sia i greci che i romani la utilizzavano contro la fermentazione intestinale, la cattiva digestione, per aromatizzare cibi e bevande e per cingersene il capo durante le cerimonie religiose.
Nel Medioevo era obbligatoria la coltivazione della menta poiché ad essa venivano attribuite nuove e sorprendenti virtù quali: la capacità di curare le febbri, di stimolare lo stomaco e l’intestino, di sedare l’isterismo, di curare i disturbi della vista, di ridurre i gonfiori, di guarire l’itterizia e le malattie del petto. Mattioli considerava la menta particolarmente adatta ai “giochi d’amore”, Galeno la consigliava contro gli stati d’isterismo, unitamente all’edera, da applicarsi nelle narici del paziente, Trousseau la prescriveva nei vomiti nervosi, nelle gastrodinie, nelle coliche spasmodiche, nelle turbe dispeptiche e nella clorosi. In realtà la pianta possiede un’azione tonica ed al tempo stesso antispasmodica ed analgesica “in virtù della quale fortifica tutto il sistema nervoso, dando ad alcuni vigore per muoversi, ad altri l’acutezza per sentire ma non per soffrire” (Deloux de Savignac 1875).

Varietà

Il genere menta è uno dei più complessi del regno vegetale e la ragione va ricercata nella facilità di ibridazione spontanea tra le varie specie. Generalmente le mente si distinguono in due gruppi a seconda della forma dell’infiorescenza:

Spicatae
Menta Longifolia, Menta Spicata, Menta Suaveolens, Menta Viridis:
con fiori riuniti in dense spighe cilindriche, terminali, su fusti privi di foglie.
Capitate
Menta Acquatica: con fiori disposti in gruppi compatti, sferoidali.
Tutte le specie del genere menta sono piante erbacee con fusto quadrangolare, foglie sessili o spicciolate, con la base arrotondata, glabre o tormentose. I fiori sono piccolissimi, di colore variabile, dall’azzurro, al rosato, al bianco; possono essere ascellari, verticillati o spicati. Il frutto è costituito da quattro acheni.

Menta Piperita: ibrido naturale di Menta Viridis o Spicata e Menta Acquatica, è anche denominata “Menta d’Inghilterra” ed è stata recentemente introdotta nella farmacopea ufficiale italiana.
La “Menta dolce” non esiste quale specie botanica, ma si deve intendere come tutta quella Menta che non è Menta Piperita.

Descrizione Botanica

È una pianta perenne con rizoma a stoloni. Nel primo anno si forma un sistema radicale dato da una radice principale e da numerose radichette; successivamente la radice sparisce, la parte basale si significa e si trasforma in rizoma, dal quale partono gli stoloni, sia sotterranei che striscianti al suolo. Dai nodi degli stoloni si sviluppano radici verso il basso e rami verso l’alto; stoloni e rami sono spesso di colore violaceo, i fusti, più o meno eretti, sono alti 50-60 cm. e hanno una sezione quadrata. Le foglie, opposte, hanno un corto picciolo, sono da ovali allungate a lanceolate, ristrette alla base e acuminate all’apice, il margine è irregolarmente dentato, il colore è verde scuro con le nervature rossicce o violacee evidenti nella pagina inferiore. I fiori sono raggruppati in una specie di spiga all’apice dei rami o dell’ascella delle foglie superiori; il calice tubolare ha cinque denti lanceolati, la corolla, violetta, è tubolare e divisa alla fauce in quattro lobi, di cui uno molto più grande degli altri. Il frutto è dato da quattro acheni ovoidali bruno lucenti, racchiusi nel fondo del calice persistente. Benché sterile questa specie si riproduce per divisione di cespo per stolone e per talee e ben presto si diffonde.

Habitat

La pianta si rinviene specialmente al nord ed è ampiamente coltivata per la produzione dell’olio essenziale. Preferisce terreni umidi, freschi ed ombreggiati, terreno calcareo - argilloso, ori, terreni seminati, dal piano alla montagna.

Epoca di Fioritura

Fiorisce da luglio a settembre.

Parti Usate

Le foglie e le sommità fiorite.

Componenti Principali

Olio essenziale (costituito specialmente da mentolo, mentone, mentofurano e terpeni), sostanze amare e poche resine. La quantità di mentofurano determina il sapore dell’essenza; quantitativi troppo elevati o troppo bassi rendono il gusto sgradevole. Flavonoidi (diossina, mentoside, esperidina, ecc.), tannini.

Proprietà Principali

Uso Interno: stimola la secrezione gastrica e biliare, ha una funzione tonica poiché rivitalizza tutti gli organi, nessuno escluso, e per questa ragione se ne raccomanda l’uso a bambini, anziani e convalescenti.
La menta è amica del cuore e dei nervi ed è una fedele alleata del sistema digerente. Essendo stomacica, favorisce la digestione, cura i crampi e l’aerofagia, mentre sostiene l’azione del fegato e del pancreas. Le sue proprietà antispasmodiche e antisettiche si rivelano utili per lenire la tosse e le altre affezioni dell’apparato respiratorio.
Nella pratica ginecologica la menta trova una buona applicazione antalgica soprattutto nella sindrome premestruale delle giovani ansiose, in quanto modula l’azione ipofisaria drenando il fegato. Le virtù diuretiche e febbrifughe ce la raccomandano nella cura di quasi tutte le malattie infettive, tanto più che queste doti si accompagnano a una notevole attività battericida e antisettica.

Uso Esterno: le mente hanno inoltre importanti qualità anestetiche, da ciò deriva la proprietà di lenire contusioni, piaghe, infezioni, infiammazioni, dolori localizzati da reumatismi e gotta.
L’associazione in parti uguali di Camomilla, Menta, Carvi ed Anice, risulta molto utile nei casi di flatulenza. L’estratto fluido di Menta con quello di Cardo, Artemisia e Carvi, è spiccatamente colagogo.

Indicazioni

Uso Interno: emesi gravidica, spasmi di origine diversa, meteorismo, gastriti, enteriti, diarrea, colecisti, astenia cardiaca e sessuale, insonnia, amenorrea, dismenorrea nelle isteriche, bronchiti e tosse post-influenzale, cefalea, ipotensione, disperde il tono simpatico e parasimpatico.

Uso Esterno: contro le emicranie, nevralgie in genere, mialgie reumatiche, prurito cutaneo, come collutorio per tutte le forme gengivarie della bocca, contro punture d’insetti, infezioni in genere.

Tossicità ed Effetti Secondari

Le foglie per gli adulti non sono pericolose, nei bambini l’essenza deve essere usata con grande prudenza in quanto si possono avere spasmi della glottide che possono provocare la morte per soffocamento. Si raccomanda inoltre di evitare il contatto con gli occhi poiché altamente irritante.

Azione Fisiologica

Azione digestiva, antinfiammatoria e balsamica.

Modalità d’Uso

Infusione: Mentolo più Canfora (antidolorifico).
Essenza per uso esterno: inalazioni in caso di bronchite e asma (sigarette al mentolo).
Nei casi di amenorrea: Menta, Salvia, Rosmarino, Artemisia in estratto fluido, alla dose di 20 gocce tre volte al giorno.