Eryngium Campestre L. (Calcatreppolo)

ERYNGIUM CAMPESTRE L.Nome Volgare Italiano
Calcatreppolo

Famiglia
Ombrelliferae (Apiaceae)

Etimologia e Storia

L’Eringio è una pianta strana in quanto trattasi di un’ombrellifera travestita da “cardo dalle cento teste”, che per le sue caratteristiche di vita è stata da sempre detestata dai coltivatori perché invade i preti da cui è difficile estirparla. Discoride la considerava una pianta efficace nelle coliche e nella flatulenza. Il nome di Chardon roulant dei francesi deriva dal fatto che in autunno i capolini secchi di questa pianta si staccano e spinti dal vento arrivano ovunque.

In alcune regioni è chiamato cardo nomade proprio per queste sue peculiarità.
Dopo aver svolto un ruolo importante come diuretico e come afrodisiaco nell’antichità (il Mattioli indicava la pianta nelle malattie renali) la pianta rimase per lungo tempo dimenticata fino a quando nel 1625 Michele Seigneur de Montaigne affetto da renella delle vie urinarie l’aveva provato su di sé (unitamente all’Herniaria glabra L.), con discreto risultato. Tre secoli più tardi Touchard dimostrava la sua utilità (Eryngium maritimum) nella nefrite cronica.

Varietà

Genere di 230 specie di piante erbacee perenni, rustiche e delicate.
Eryngium Ametystinum
Eryngium Agavifolium
Eryngium Alpinum
Eryngium Bromeliifolium
Eryngium Eburneum
Eryngium Maritimum, chiamato anche cardo azzurro.

Descrizione Botanica

È una pianta erbacea perenne vivace con una grossa radice cilindrica e un fusto alto fino a 70 cm; tutta la pianta è verde grigiastra con spine rigide, talora alle sommità è sfumata in azzurro simile al cardo. Le foglie sono di consistenza coriacea: quelle basali lungamente picciolate, hanno contorno generale triangolare, ma sono tri-pennatopartite, i lobi sono dentati con denti spinescenti, le foglie inserite nel fusto variano da quelle con un corto picciolo a quelle sessili e amplessicauli, sono gradatamente più piccole e più semplici fino alle superiori ridotte a foglioline pennatopartite con i lobi trasformati in spine. I fiori sono riuniti in capolini che hanno alla base quattro o cinque lunghe spine e che a loro volta portano un’infiorescenza più o meno ombrelliforme. I singolo fiori hanno un calice, diviso in cinque lunghe lacinie acute, pungenti e più lunghe alla corolla che è di colore bianco. Il frutto, un achenio di forma ovoidale, è diviso in due mericarpi con la superficie coperta da numerosi piccoli aculei.

Habitat

È frequente nei luoghi aridi della zona mediterranea e submontana; si rinviene facilmente nei prati asciutti, lungo le strade e nelle zone rocciose, sui ghiaioni assolati, nei luoghi accidentati. Ideale per giardini alpini, per le zone costiere o mediterranee.

Epoca di Fioritura

Fiorisce in estate.

Parti Usate

La radice raccolta da Luglio ad Ottobre.

Componenti Principali

Saponosidi, sali di potassio, tracce di olio essenziale, fitosteroli, tannini e mucillagini.

Proprietà Principali

Nella pratica erboristica le proprietà più note e sfruttate sono quelle diuretiche e leggermente lassative che lo rendono utile agli obesi, agli idropici, ai cardiaci, nonché per ridurre la cellulite. Ha inoltre la proprietà di favorire i processi digestivi.

Indicazioni

Edemi, oliguria, litiasi urinaria, coliche nefritiche, amenorrea, frigidità, ascite, impotenza, ipertrofia prostatica.

Tossicità ed Effetti Secondari

In letteratura non sono riportati effetti secondari.

Azione Fisiologica

Diuretico riconosciuto, spasmolitico.

Modalità d’Uso

Uso interno: la radice come diuretico e sudorifero.
Predomina soprattutto l’uso di infusi delle radici come diuretico, nei casi di calcolosi renale e vescicale, nella ritenzione urinaria, per il riassorbimento di edemi. È anche diffusa la reputazione che le radici siano spasmolitiche e regolatrici delle funzioni sessuali.