Cynara Scolymus L. (Carciofo)

CYNARA SCOLYMUS L.

Nome Volgare Italiano

Carciofo

Famiglia

Compositae – Asteraceae

Etimologia e Storia

Il Carciofo nella sua varietà selvatica (Cynara Cardunculus) è stato utilizzato nell’alimentazione umana fin dagli albori della storia scritta e fu grazie agli egizi che se ne iniziò la coltivazione. Successivamente anche i greci e soprattutto i romani ne apprezzarono il valore nutritivo utilizzando la base delle brattee insieme al ricettacolo.
Lo stesso Plinio ne parla come un ortaggio di lusso riservato alla mensa dei patrizi.
Le prime descrizioni botaniche si ritrovano nelle opere di Teofrosto (350 a.C.) anche se verosimilmente ci si riferisce alla specie selvatica. Furono comunque gli arabi che intorno al 1400 diffusero la specie attualmente nota, prima in Spagna e poi in Italia, mentre in Inghilterra e in Francia si diffuse un secolo più tardi.

Dal punto di vista terapeutico le prime indicazioni furono individuate da Galeno il quale prescriveva il decotto della radice nel vino, allo scopo di disintossicare l’organismo.
Nel 1929 un articolo di J. Brel pubblicato dalla Società di terapia di Parigi, ripropone all’attenzione medica una pianta incontestabilmente di primo piano nelle patologie epato-renali.

Varietà

Il Cynara Scolymus L. è una variante del Cynara Cardunculus L.

Descrizione Botanica

È una pianta erbacea perenne vivace con un rizoma robusto e cilindrico da cui sorgono le foglie basali molto grandi e i fusti, semplici o ramificati, alti fino ad un metro e trenta.
Le foglie basali possono raggiungere i 70 cm. di lunghezza, sono di colore verde intenso e poco pelose superiormente, la pagina inferiore è bianca e ampiamente tomentosa.
I capolini sono dati da una infiorescenza violacea semplice o da un corimbo; i fiori di colore azzurro, sono riuniti a formare grandi capolini circondati da numerose squame, ora larghe e carnose, ora sottili e spinescenti. Il frutto è un achenio obovale, lievemente costulato, glabro, con un pappo formato da setole piumose e a forma tetragonale.

Habitat

Largamente coltivata in Italia ed in tutto il bacino mediterraneo per la produzione delle infiorescenze a capolino che sono eduli e che vengono raccolte prima dell’emissione dei fiori. I terreni migliori sono quelli di medio impasto, perché ricchi di sostanza organica ben drenati. La carciofaia (cioè la coltivazione di carciofi) può durare fino a 7-8 anni.

Parti Usate

Le foglie, la pianta intera.

Componenti Principali

Sali di potassio, calcio e magnesio in grande quantità, acido clorogenico e acido caffeico, eynarina, eynaropicrina, flavonoidi e derivati della luteolina, enzimi.

Proprietà Principali

Protegge la cellula epatica come il Cardo, drenante epato-renale.

Indicazioni

Coleretico o colagogo, antipercolesterolemico antiazotemico, antilitiasico, obesità, diabete.

Tossicità ed Effetti Secondari

Il carciofo è ben tollerato anche dai bambini, bisogna evitarne la somministrazione alle nutrici in quanto frena la secrezione lattea. Come alimento deve essere consumato subito perché il tempo favorisce sostanze tossiche.

Azione Fisiologica

Ipocolesterolizzante, drenante epato-renale.

Modalità d’Uso

Molteplici sono le preparazioni che si possono fare con il carciofo, farne un elenco sarebbe impossibile.
Solitamente si usano le foglie secche per preparare decotti, l’estratto secco per preparare capsule.