Cupressus Sempervirens L. (Cipresso)

CUPRESSUS SEMPERVIRENS L.

Nome Volgare Italiano

CipressoFamiglia

Coniferae, cupressaceae

Etimologia e Storia

Da sempre il Cipresso è stato circondato da un alone di magia e dal senso dell’immortale. È una delle piante più anticamente conosciute essendo già citata in un testo assiro di 35 secoli fa.
Secondo Plinio le porte del tempio di Diana, a Efeso, erano fatte di cipresso, così come le porte della basilica di San Pietro a Roma, costruite sotto Costantino e sostituite nel 1431, erano di cipresso.
La tradizione voleva poi che i Papi venissero seppelliti in un primo cofano di cipresso, allo stesso modo gli egizi, costruivano i loro sarcofaghi con questo legno profumato.
Platone addirittura, sosteneva che il legno di cipresso superasse in durezza il bronzo delle statue e nelle foglie sempreverdi ravvisava il simbolo dell’immortalità dell’anima.

Orazio ne faceva un simbolo della tristezza offertaci dalla natura e gli antichi Persiani mettevano il cipresso al centro del loro paradiso.
Le sue origini etimologiche fanno ancora dissentire: sembra che l’etimo derivi dal semitico Koper, che significa resina, o dal greco Kupros, isola di Cipro, dove l’albero è molto abbondante, o anche dal latino Cupressus e dal greco Cuparissos.
I greci solevano far respirare l’aria balsamica dei boschi di cipresso ai malati di petto; il loro grande medico, Ippocrate, ricorreva alle fibre del cipresso per curare le malattie dell’utero e del retto (prolasso).
Nel Medio Evo, i suoi rametti acquistarono fama di guarire le emorroidi.

Varietà

Il genere comprende una ventina di specie distribuite nelle regioni temperate dell’emisfero nord.
Cupressus Macrocarpa di Hartwy o Cipresso della California
Cupressus Arizonica di Greche o Cipresso dell’Arizona
Cupressus Lusitanica di Miller o Cipresso del Portogallo

Descrizione Botanica

È un albero sempreverde alto fino a 25 metri (negli esemplari molto vecchi può raggiungere i 50 metri).
Vi sono due varietà che differiscono tra loro nel portamento: la prima, ha rami orizzontali o quasi a chioma ovale, più frequente nelle specie spontanee; la seconda ha rami eretti e con chioma conico-piramidale (var. piramidalis) che deriva da selezioni operate in tempi assai remoti ed è la forma coltivata a scopo ornamentale. La prima è nota come cipresso femmina, la seconda come cipresso maschio.
I ramoscelli terminali molto sottili portano foglie assai piccole ridotte a squame subtriangolari opposte a due a due, il loro colore è verde molto scuro e sulla superficie dorsale hanno una ghiandola resinifera. Il cipresso è monoico. I fiori sono declini, cioè nella stessa pianta vi sono infiorescenza formate solo da fiori maschili e infiorescenze composte da soli fiori femminili, il frutto detto globulo è formato dalle brattee e dall’infiorescenza femminile che si trasformano in squame legnose. Maturo dopo due anni, diviene legnoso e di colore rosso-bruno; le squame si aprono per permettere la fuoriuscita dei semi alati.

Habitat

Assai diffuso in Toscana. Originario dei paesi del Mediterraneo orientale e dell’Asia minore, è coltivato da tempo a scopo ornamentale e forestale specialmente nella zona mediterranea in parecchi giardini e cimiteri ove tende a riprodursi spontaneamente.Parti UsateRami giovani, foglie e galbuli. La resina.

Componenti Principali

Olio essenziale, cimolo, furforolo, canfene, terpineolo, tannini catechici, acido valerianico, bioflavonoidi.

Proprietà Principal

iLe proprietà terapeutiche a livello venoso sono molto prossime a quelle dell’ Hamamelis.
Uso interno: le foglie relativamente ricche di olio essenziale hanno proprietà balsamiche ed espettoranti, emostatiche ed antipiretiche. L’essenza per inalazione è stata usata contro la pertosse (antispasmodico). La resina che si raccoglie da incisione sul tronco o che cola naturalmente, favorisce la maturazione degli ascessi ed è un ottimo cicatrizzante di ferite e piaghe a lenta risoluzione.
Uso esterno: possono essere utilizzate con proprietà digerenti leggermente antisettiche e riepitalizzanti. I frutti, più ricchi in tannini, hanno proprietà astringenti, vasocostrittrici, antinfiammatorie, antiemorragiche e vengono impiegati per via interna ed esterna nel trattamento delle varici e delle emorroidi in quanto tonificano la muscolatura liscia della parete venosa così come i muscoli lisci della vescica, al punto tale di impedire la perdita involontaria di urina durante la notte.
Il legno bollito viene usato come pediluvio nell’ipersudorazione dei piedi.

Indicazioni

Emottisi, varici, emorroidi, dismenorrea, enuresi, bronchite, menopausa e pertosse.

Tossicità ed Effetti Secondari

L’utilizzazione del cipresso è priva di effetti tossici, tuttavia l’uso in donne iperestrogeniche è sconsigliato, in quanto può provocare crisi follicoliniche; se ne sconsiglia l’uso anche nei lattanti.

Azione Fisiologica

Astringente (tannini), antisettica (essenza), migliora la circolazione venosa e mostra un’azione protettiva sui capillari (leucoantociani).