Calluna Vulgaris (L) Hull. (Erica Selvatica)

CALLUNA VULGARIS (L) HULL.Nome Volgare Italiano
Brugo, Erica Selvatica

Famiglia
Ericaceae

Etimologia e Storia

Il nome botanico di Calluna deriva dal greco “Kallynein”, che significa pulire, scopare; infatti, le branche ramose di questa pianta sono state da sempre utilizzate per fabbricare scope rudimentali; il termine latino Erica deriva anch’esso dal greco “Ereikein” che significa sgretolare, con verosimile riferimento alle capacità della pianta di spezzare i calcoli renali.

 

Tale indicazione è stata accettata e riconosciuta dal Mattioli e dal padre benedettino Don Alexandre. Se però tale capacità tale capacità litotriptica, (Cazin ha ottenuto dei buoni risultati nella renella e nei casi di cistite con albuminuria) non è ben documentata per Calluna, (mentre è ben nota per altre ericaceae), la capacità diuretica ed antiputrefattiva di tutta la specie è da sempre a pannaggio di tutta la specie ed in particolare del brugo.

Varietà

Genere comprendente una sola specie, ha dato origine a numerose varietà fra cui ricordiamo:
Calluna Vulgaris Albaplena (con fiori bianchi doppi);
Calluna Vulgaris Gold Haze (alta fino a 60 cm con foglie gialle e fiori bianchi);
Calluna Vulgaris Hirsuta (alta pochi centimetri, compatta con foglie grigio verdi e fiori porpora).

Descrizione Botanica

La Calluna è molto simile alle varie specie del genere Erica, si presenta come un arbusto molto ramificato, sempre verde, alto 70-100 cm, con portamento ora eretto ora semisdraiato sul terreno. Le foglie, lunghe 2 mm. e larghe 0,7 mm. sono opposte e squamiformi, e ogni coppia è inserita in posizione alterna rispetto alla precedente; sono embricate, cioè molto ravvicinate tra loro tanto che l’apice di una copre la base dell’altra; la forma è triangolare, sessile e hanno due orecchiette alla base. I fiori sono spesso rivolti tutti allo stesso lato, inseriti su dei racemi che talvolta hanno delle foglie nella porzione apicale, presentano quattro piccole brattee lineari alla base; il calice, più della corolla, è diviso in quattro lobi, dello stesso colore della corolla, cioè rosa-lilla; questa di forma campanulata, è circondata dai lobi del calice e divisa in alto da quattro lobi triangolari. Il frutto è racchiuso dal calice e dalle corolle persistenti ed è formato da una capsula divisa internamente in quattro loculi che contengono ciascuno un piccolo seme ovale e punteggiato.

Habitat

È abbastanza comune nel nord dell’Italia, si rinviene qua e là al centro, mentre è assente al sud e nelle isole; cresce dalla zona mediterranea a quella montana (fino a 2700 m.) nei boschi, nelle radure delle piante e delle abetine, nei pascoli e nelle torbiere, ma sempre ed esclusivamente nei terreni silicei, mai in quelli calcarei.

Epoca di Fioritura

I fiori sono presenti da Luglio a Novembre.

Parti Usate

Si adoperano le sommità fiorite (Herba Callunae cum floribus).

Componenti Principali

Arbutina (0,5-1%, più abbondante nella varietà spagnola), idrochinone arbutasi (enzima che trasforma l’arbutina in idrochinone e glucosio); Quercitina, miricetina, leucodelfidina, tannini catechici (3-5%), ericolina, ericina, eucaliptolo, ercinolo, (per trasformazione idrolitica dell’ericolina in glucosio ed essenza sgradevole).

Proprietà Principali

Per uso interno la Calluna Vulgaris ha proprietà specifiche sui disturbi delle vie urinarie. I suoi decotti sono particolarmente attivi nelle infiammazioni dell’apparato uro-genitale, in quanto aumentano la secrezione urinaria, purificando la vescica e l’uretra, attenuando al tempo stesso lo stimolo alla minzione. Contemporaneamente, per l’alto potere astringente, legato al contenuto in tannini, è utile nei casi di infiammazione intestinale (diarrea), mentre dosi troppo elevate possono al contrario irritarlo.
Per uso esterno può essere impiegata per attenuare le infiammazioni e le infezioni delle mucose della bocca, delle gengive, per le pelli infiammate e facili a ricoprirsi di foruncoli.

Indicazioni

Malattie renali, infiammazioni uretrali, diarrea.

Tossicità ed Effetti Secondari

Non sono segnalati in letteratura.

Modalità d’Uso

Uso interno: si usano le sommità fiorite per trattare le infiammazioni dell’apparato genito urinario. Ottima la tisana per la cistite e per le turbe renali.
Uso esterno: le sommità fiorite sono impiegate come lavaggio o impacchi per trattare le mucose infiammate e le pelli arrossate con foruncoli.