Arctium Lappa L. (Bardana)

ARCTIUM LAPPA

Nome Volgare Italiano

Bardana, Lappola

Famiglia

Compositae

Etimologia e Storia

Fu Linneo che nel 1735 introdusse per la Bardana la nomenclatura di Arctium Lappa: come si chiamasse prima è difficile da stabilire.
Il nome botanico del genere deriva dal greco “arctos” che significa “orso” e si riferisce al suo aspetto irsuto.
Il nome della specie deriva dal verbo greco “lambano” e dal latino “labein” che significa “io prendo” con chiaro riferimento al fatto che si attacca con le sue parti terminali a tutto ciò con cui viene a contatto. Ce da dire che la proprietà di attaccarsi al pelo di animali è senz’altro un artificio a cui ricorre la pianta per disperdere nell’ambiente i suoi semi e spesso i suoi migliori veicoli sono le ignare pecore nel cui vello le lappole trovano un facile appiglio.

Varietà

Arctium Nemorosum, Arctium Minus, Arctium Majus, Arctium Pubens, Arctium Tomentosum.

Descrizione Botanica

Pianta erbacea, perenne, a radice fittonosa, crassa, grigio bruna, internamente biancastra, con midollo spugnoso, e caule eretto, striato, ramoso, con rami divaricati ascendenti, rigidi, tenaci, solcati, rossicci.
Foglie alterne picciuolate, ovate, cordiformi alla base, verdi superiormente, bianco ragnatelose sulla pagina inferiore, cuspidate alla sommità e munite di denti subulati.
Capolini della dimensione di una nocciuola, raccolti in un racemo lasso, ricettacolo coperto di pagliette setacee; periclinio glabro, globuloso, a scaglie embricate, con una lunga punta ricurva ad uncino all’estremità, denticolate alla base, più lunghe dei fiori, tutte verdi, quelle della serie interna brevemente ed insensibilmente subulate, più brevi delle esterne e diritte alla sommità, mentre le esterne sono rovesciate in fuori.
Fiori tutti uguali, porporini, ermafroditi e fertili.
Frutti ad achenio, oblunghi, di colore fulvo, irregolarmente chiazzati di nero e rugosi specialmente alla sommità, sormontati da un disco con orlo irregolarmente ondulato pieghettato, e da un pappo di setole giallastre, ciliate alla base.

Habitat

Indigene in tutta l’Europa e nell’Asia media, naturalizzata nell’America settentrionale, in Argentina e Uruguay.
Nel territorio nazionale è presente quasi ovunque, preferendo i luoghi incolti e umidi, i rudereti, i margini dei fossati, le radure dei boschi, i margini delle strade campestri e i terreni ricchi di nitrati.
Altitudini da zero a 1100-1800 metri s.l.m.

Epoca di Fioritura

Fiorisce da Giugno a Settembre.

Parti Usate

Radici intere, spaccate longitudinalmente o tagliate a cubetti.
Anche le foglie vengono utilizzate in terapia per la presenza di sostanze antibiotico-simili.

Componenti Principali

Tannini, olio essenziale, sali di potassio e di magnesio, inulina, un principio antibiotico simil pennicellinico: ac. Caffeico.

Proprietà Principali

È debolmente diuretica, diaforetica e ipoglicemizzante. Stimola l’attività biliare ed epatica, è considerata una pianta depurativa di grande importanza. È efficace contro la seborrea, l’acne, gli eczemi e le affezioni desquamanti.

Indicazioni

Uso interno: foruncolosi, ascessi dentali e buccali, stafilococcie, dermatosi sanguinanti e purulente, acne, eczema, piaghe e ulcere varicose, gotta, reumatismi, diabete, e litiasi urinaria.
Uso esterno: seborrea del volto, eczema, ulcere atone e piaghe, foruncolosi, forfora e caduta dei capelli. L’estratto fluido può essere usato anche localmente per il trattamento della seborrea della faccia, nell’impetigo e nell’acne.

Azione Fisiologica

La radice è diuretica e ipoglicemizzante. Le foglie sono antibiotiche.

Modalità d’Uso

L’estratto fluido (E.F.) entra in tutte le preparazioni per uso esterno ed interno per combattere l’acne. Lo si applica inoltre sul cuoio capelluto per combattere la seborrea e l’alopecia seborroica.