Achillea Millefolium L. (Millefoglio)

 
ACHILLEA MILLEFOLIUM L.Nome Volgare Italiano
Millefoglio, Achillea

Famiglia
Compositae

Etimologia e Storia

Il genere achillea risultava già noto ai botanici che precedettero Linneo ed un antichissimo campione della pianta è stato infatti ritrovato nell?erbario di Jerome Bock (1498-1554).
Il Libro dei Mutamenti, meglio conosciuto come I King, è senz?altro il primo testo da citare in una ricerca storica sul Millefoglio; i suoi steli infatti la cui rotondità è, secondo I King, simbolo del cielo e dello spirito, servono a determinare il responso dell?oracolo.

L?uso del Millefoglio citato dal testo cinese, colloca la pianta in una posizione di tramite tra la mente superiore e l?uomo. Tale privilegio era accordato anche presso i Celti ed altri popoli: la raccolta e l?utilizzazione erano circondate da riti magici. In Irlanda ad esempio, era adoperato per scacciare il malocchio, le malattie in generale e per proteggere contro la malignità del sesso opposto.

 
Le ben più note proprietà vulnerarie della pianta indussero Linneo a consacrarla all?invulnerabile per eccellenza, Achille, chiamandola Achillea Millefolium.
La voce ?Achillea? letteralmente in latino vuol dire ?Pianta di Achille?.
Secondo quanto riportato da Plinio, l?Eroe greco, che ne aveva apprese le virtù medicinali dal suo maestro Chirone, la usò per curare le ferite di Telefo. È infatti, con un erba indicatagli da Achille, che Patroclo curò le ferite di Euripilo: ?tolto lo strale dalla ferita, ??Vi spresse poi colle mani il linente sugo di un?amara radice. Incontamente calmassi il duolo, ristagnossi il sangue ed asciutta si chiuse la ferita?.
Nell?Herbarium Apulei ritroviamo, fra gli altri, il nome Super Cilium Veneris da ricollegare, probabilmente, all?eleganza delle foglie dell?Achillea paragonate alle sopracciglia di una Dea.
La nomenclatura popolare ci conferma le proprietà curative della pianta: Sanguinella, Erba da tagli, Erba delle ferite, Erba militaris.
Plinio afferma che il semicupo con decotto di Achillea arresta i flussi troppo abbondanti, Dioscoride, come riporta il Mattioli, dichiara che la pianta ha un?efficacia incomparabile per trattare il ristagnare de ?i flussi del sangue, e parimente dei mestrui, applicata di sotto con la lana??.

Varietà

Le specie attribuite al genere sono circa un centinaio.

Achillea maggiore
Millefoglio setaceo
Millefoglio bianco roseo
Achillea distans W.e.K.
Achillea collina Becker
Millefoglio Comune
Achillea stricta Scheicher
Millefoglio subalpino
Achillea distans W.e.K.
Achillea Maggiore

Descrizione Botanica

Pianta erbacea perenne più o meno tormentosa con rizoma strisciante dal quale si originano steli che hanno un?altezza da dieci fino a cento centimetri.
Fusti semplici e ramosi alla sommità. Foglie e fiori scarsamente pelosi, molli; foglie a contorno lanceolato, due-tre pennatosette, le radicali completamente divise in lacinie intere più o meno profondamente dentate, le cauline sessili.
Fiori riuniti in corimbi ampi, densi, capolini piccoli, con involucro ovoide, corolla bianca, rosea, più o meno arrossata a volta anche giallastra.
Frutto: achenio.
Tutta la pianta emana un odore aromatico.

Habitat

Comune nei luoghi erbosi, ai margini di strade campestri, boschi, preferisce terreni silicei e silicio-calcari, freschi e ben drenati in posizione soleggiate.
In Italia è presente su tutto i territorio dal mare al piano alpino fino a 2200 metri s.l.m.

Epoca di Fioritura

Dalla primavera all?autunno (Maggio-Settembre)
Parti Usate

Pianta intera. Sommità fiorite, maggiormente la parte aerea.

Componenti Principali

Olio etereo contenente composti terpenici monociclici (cineolo) biciclici (pinene, tujone, borneolo, canfora) un sequiterpene biciclico (cariofilene) acidi (salicilico, formico, acetico, isovalerianico) azulene.
Oltre all?olio etereo la droga contiene acido achilleico o aconitico, tannino, resina, gomma, ed una sostanza amara (achilleina) che Rosenthaler considera quale eteroside cianogenetico.

Proprietà Principali

Svolge in generale un?azione antinfiammatoria e antisettica sulle mucose, sia interne che esterne, riattiva la circolazione ed elimina il ristagno mentre favorisce la cicatrizzazione.

Indicazioni

Uso Interno: fatica generale, linfatismo, spasmi delle vie digestive e uterine, dismenorrea, amenorrea (da freddo o da grande paura), metrorragia della menopausa, nevrosi, litiasi biliare e urinaria, varici, flebiti, emorroidi, febbre intermittente, enuresi.

Uso Esterno: emorroidi, dolori reumatici, infiammazione cutanea, dermatosi, ulcera e piaghe.

Tossicità ed Effetti Secondari

L?uso prolungato può provocare orticaria.

Azione Fisiologica

Antinfiammatoria (azulene), antispasmodica (flavonoidi), attiva la coleresi e la diuresi.

Modalità d?Uso

Uso Esterno: le sommità fresche e pestate sono utili per applicazioni emostatiche e calmanti, soprattutto nei casi di emorroidi sanguinanti o trombosate in quanto la pianta ha una buona azione anche come antispasmodica.

Uso Interno: in infuso o come estratto trova indicazione quale antispastico e antiemorroidario. In tintura trova impiego nella amenorrea.