Acer Campestre L. (Acero)

 
Acer Campestre L. (Acero)Nome Volgare Italiano
Acero, Oppio, Testucchio

Famiglia
Aceraceae

Varietà

Il genere comprende più di cento specie tra cui:

Acer campestris (Acero campestre)
Acer Saccharinum (Acero da zucchero dalla cui linfa dolce si ricava lo zucchero)
Acer platanoides (Acero riccio)
Acer Pseudoplatanus (Acero montano)

 

Descrizione Botanica

È un albero a foglia caduca che può raggiungere i 10 m, ma più spesso lo si rinviene come arbusto; sui rami giovani si formano talvolta delle ali suberose. Le foglie, di forma palmata, larghe al massimo 12 cm, sono divise in cinque lobi variamente dentati; di questi i due laterali sono piccoli mentre il centrale è grande. Il colore è verde intenso di sopra e verde chiaro nella pagina inferiore che è più o meno pelosa-vellutata specie lungo le nervature. I fiori, distinti in maschili e femminili, hanno i petali inseriti su un disco nettarifero; essi sono riuniti in corimbi, sono piccoli e di colore bianco-verdastro. I frutti sono delle samare formate da due semi, ciascuno munito di un’ala divergente orizzontalmente, a differenza di quelle altre specie di Acero che formano un angolo più o meno acuto; queste ali, facendo girare vorticosamente il seme quando cade, lo fanno allontanare dalla pianta che lo ha prodotto favorendo la disseminazione. Si dice che Sikorskij, uno degli inventori dell’elicottero, abbia avuto l’idea vedendo cadere un seme di Acero.

Habitat

Si rinviene comunemente nei boschi, dal mare alla regione submontana di tutta l’Italia; è spesso coltivato come albero tutore nei filari delle vigne.

Parti Usate

Corteccia

Tempo di Raccolta e Conservazione

Si raccoglie in marzo-aprile, quando è più facile staccarla, tagliandola dai rami non molto vecchi. La corteccia si conserva essiccandola al sole e riponendola in sacchi di carta quando è ben asciutta.

Componenti Principali

Tannini, filosteroli, allantoina, colina.

Proprietà Principali

Per il suo contenuto in tannini la corteccia dell’Acero è indicata come rinfrescante ed astringente, per applicazioni locali o bagni su pelli arrossate e fragili.

Indicazioni

Uso interno: come astringente intestinale.

Uso esterno: per pelli arrossate.

Tossicità ed Effetti Secondari

In letteratura non sono riportati effetti secondari tossici.

Azione Fisiologica

Astringente, rinfrescante.

Modalità d’Uso

Uso interno: la corteccia in decotto viene usata come astringente intestinale.

Uso esterno: applicare garze imbevute in decotto di corteccia per uso topico su pelli arrossate.
Inoltre una manciata di corteccia nell’acqua del bagno dà beneficio a pelli particolarmente fragili e delicate.